Archivi tag: open source

Dell e Open Stack, Cloud Computing everywhere!

Lo staff di OpenStack, piattaforma di Cloud Computing Open Source, ha appena postato su Twitter la order viagra from india notizia del nuovo rilascio della piattaforma Dell Cloud basata sulla sua ultima release “Essex”.

Open Stack è un progetto molto interessante, dialogante con numerose distribuzioni Linux, che permette di costruire infrastrutture Cloud Computing anche all’interno delle proprie Server Farm. Il tutto Open Source, finanziato però da numerosi investitori.

Dell, la conosciamo, è una delle più grandi aziende costruttrici di computer.

Ne viene fuori un’interessante offerta economica, che aiuta ancora di più a chiarire quale ampio spazio di crescita abbia il mercato del Cloud Computing, e quante prospettive può ancora aprire. Cloud Pubbliche, Cloud Private, Infrastructure As A Service, Platform As A Service, Software As A Service. Non è un oscuro mantra, generic viagra substitute ma la direzione che sempre più prenderà negli anni a venire il mercato dell’ICT.

Mi scrivi un po’ di Linux?

este_11171410_17430Grazie ad una segnalazione di Sberla sulla mailing list di Imolug mi sono imbattuto in questo interessante articolo sullo sviluppo del Kernel Linux, ovvero il suo motore principale di funzionamento.

E l’articolo ci dice che, guarda un po’, Linux oggi sviene sviluppato in gran parte da dipendenti di multinazionali. Le quali sono piuttosto note per la scarsa propensione al mecenatismo ed allo sperpero di soldi (soprattutto quelle appena inserite tra le prime 500 aziende al nasdaq, come Red Hat).

Quindi perchè investire?

Beh, ecco il paragrafo in merito:

WHY COMPANIES SUPPORT LINUX KERNEL DEVELOPMENT

The list of companies participating in Linux kernel development includes many of the most
successful technology firms in existence. None of these companies are supporting Linux
development as an act of charity; in each case, these companies find that improving the kernel
helps them to be more competitive in their markets. Some examples:

  • Companies like IBM, Intel, SGI, MIPS, Freescale, HP, Fujitsu, etc. are all working to ensure that Linux
    runs well on their hardware. That, in turn, makes their offerings more attractive to Linux users, resulting
    in increased sales.
  • Distributors like Red Hat, Novell, and MontaVista have a clear interest in making Linux as capable as it can
    be. Though these firms compete strongly with each other for customers, they all work together to make the
    Linux kernel better.
  • Companies like Sony, Nokia, and Samsung ship Linux as a component of products like video cameras,
    television sets, and mobile telephones. Working with the development process helps these companies
    ensure that Linux will continue to be a solid base for their products in the future.
  • Companies which are not in the information technology business can still find working with Linux
    beneficial. The 2.6.25 kernel included an implementation of the PF_CAN network protocol which was
    contributed by Volkswagen. 2.6.30 had a patch from Quantum Controls BV, which makes navigational
    devices for yachts. These companies find Linux to be a solid platform upon which to build their products;
    they contribute to the kernel to help ensure that Linux continues to meet their needs into the future. No
    other operating system gives this power to influence future development to its users.

There are a number of good reasons for companies to support the Linux kernel. As a result, Linux has a broad
base of support which is not dependent on any single company. Even if the largest contributor were to cease
participation tomorrow, the Linux kernel would remain on a solid footing with a large and active development
community.”

Una delle frasi più forti è l’ultima: sviluppato da tanti, professionisti e aziende, tutti importanti ma nessuno indispensabile. Forse l’Open Source è la strada buona? Un motivo in più per rispondere con un convinto .

The Myth of the Isolated Kernel Hacker

P. S.
Tra poco c’è il Linux Day, anche a Imola e Faenza!!!

La PA locale vuole Open Source anche sul Desktop

linux.gifQuando leggo notizie come questa sono davvero contento:

I desktop open source spopolano nella PA locale

Personalmente, è da anni che lavoro per portare l’Open Source all’interno della Pubblica Amministrazione, ovviamente lavorando con Imola. Ho raggiunto alcuni risultati ed altri ancora ce ne sono davanti.

All’interno del programma di Daniele Manca Sindaco ho inserito l’esplicito riferimento al Software Libero, personalmente l’ho rimarcato nella mia candidatura.

Vedere che anche altre amministrazioni lavorano in questa direzione non può che farmi piacere.

In giro si parla di Imola

strillone.gifIn questi ultimi giorni il nome di Imola è stato più collegato alla notizia dell’arrivo dei rifiuti dalla Campania che ad altro.

Gnuvox, mi comunica Michele, ne parla in merito alla scelta di passare con decisione al Software Libero, in un’intervista a Luca Fusaro, responsabile dei sistemi informativi. Sono molto contento che venga citata anche l’altra iniziativa sui tagli dei costi grazie alla tecnologia.

Grazie ancora a Michele, Luca ed alla redazione di Gnuvox!

Come la Tecnologia cambia la nostra Vita e la Politica

stemmaimola.gifHo scritto questo articolo su Imola Notizie, periodico del Comune di Imola che arriva a tutte le famiglie. Parlo delle politiche sull’innovazione del PD, di cosa è stato fatto e di cosa si sta facendo.

Buona lettura.

Viviamo in un mondo in grande fermento. I cambiamenti sono numerosi, in gran parte guidati dall’innovazione tecnologica. Un tema di tale rilevanza non può essere ignorato da chi è chiamato a decidere la strada da seguire in futuro, dalla politica in tutte le sue declinazioni, dal nazionale a scendere fino al livello locale.

Ma cosa vuol dire capire l’innovazione? Cosa significa saperla interpretare, leggere, governare? Cosa vuol dire vivere nel mondo dell’informazione?

E’ tutta una questione di priorità. Fino a pochi anni fa, nella società industriale, le risorse fondamentali erano il capitale ed il lavoro delle macchine, per sostenere la produzione manifatturiera. Ancora oggi queste attività sono pilastri dell’economia, ma occorre capire dove si sta andando. Lo sviluppo è verso una società post-industriale, dove le risorse fondamentali sono l’informazione ed il lavoro creativo, e la principale attività è la comunicazione. Per favorire questa crescita, fondamentali sono quelle “autostrade” dell’informazione costituite dagli accessi ad Internet in banda larga, capillari e che devono raggiungere il più vasto pubblico possibile. Occorre aiutare le aziende ed i cittadini, in particolar modo gli studenti, a soddisfare un bisogno sempre crescente di comunicazione, rompendo quelle che fino a pochi anni fa erano frontiere invalicabili. Per questo è importante fornire tutti i territori, frazioni comprese, della possibilità di Internet veloce: la sua mancanza rappresenta un forte vincolo, un limite alla stessa crescita economica e sociale dei luoghi. Al contempo, Internet deve essere attivato in maniera ancora più capillare nei luoghi chiave del sapere e della socializzazione di una città: Imola sta attivando un piano che porterà alla copertura di Internet senza fili diverse zone del centro, a partire dalla biblioteca (interrogazione Bondi-Laffi-Lanza-Lanzon del 16/4/2007).

Informatica e tecnologia hanno anche un altro grande pregio, oltre a facilitare l’accesso ad un’informazione libera e veloce: ci permettono di risparmiare. E’ facile partire da questo spunto per parlare di software libero, programmi scritti da comunità e gruppi di aziende liberamente distribuibili. Il più famoso di questi è Linux, ma altri diffusi esempi sono OpenOffice o Firefox. L’aspetto che si porta dietro questa comunità, oltre che economico, è anche culturale. Si basa sulla completa trasparenza, condivisione, collaborazione e diffusione della conoscenza. Il comune di Imola (O.d.G Bondi del 24/3/2005) utilizza in maniera sempre più diffusa questa tipologia di programmi, aiutando le associazioni, come ImoLug (www.imolug.org), impegnate nella diffusione di una nuova cultura informatica.

Il ritmo frenetico di crescita della tecnologia si porta dietro, però, anche un forte lato negativo: l’enorme quantitativo di rifiuti tecnologici prodotti per abitante, 14 chili l’anno, pone un grande problema di sostenibilità. Occorre interrogarsi su come smaltire e, in primo luogo, come ridurre la mole di tali rifiuti. E’ all’attenzione della giunta di Imola (O.d.G. Bondi-Laffi-Mazzanti-Campagnoli-Costa-Marocchi del 19/11/2007) la possibilità di distribuire gratuitamente ad enti ed associazioni i computer non più utilizzati negli uffici ma ancora adatti a svolgere funzioni di base come scrivere documenti, leggere e-mail e consultare Internet. Sensibilizzando anche aziende private a fare lo stesso.

L’innovazione è, davvero, una grande sfida economica e sociale e la politica, anche nella misura locale, non può sottrarsi dallo studiare vantaggi e problemi che questo processo può portare nel quotidiano di ognuno di noi.

Documento PDFL’articolo in PDF

Il Corriere Romagna sul Risparmio grazie all’informatica

Tornato dalle ferie, mi sono aggiornato su quanto hanno scritto i quotidiani dal 2 al 6 gennaio. Oddio, non che sia accaduto chissà che, però un titolo mi ha colpito:

corriereimolarisparmiotitolo.jpg

E’ un articolo dove Matteo Pirazzoli parla della mia mozione consegnata qualche giorno fa. Se volete leggerne il testo, vi rimando al post dedicato al risparmio con Voip, e-procurement ed Open Source, altrimenti potete leggere l’ottimo articolo.

Grazie a Matteo ed alla redazione del Corriere per l’attenzione dedicata!

Imola può risparmiare con Voip, e-procurement ed Open Source

salvadanaio.gifOggi ho consegnato alla presidenza del Consiglio Comunale di Imola una mozione preparata da me e Davide Tronconi e firmata insieme ad un altro gruppo di consiglieri comunali del PD prevalentemente provenienti dal mondo dell’economia.

Dopo l’open source, trattato da un punto di vista anche di principi, ed il trashware, in questo testo mi sono concentrato maggiormente sugli aspetti legati al risparmio con l’utilizzo delle nuove tecnologie, sottolineando tre punti:

  • Voip, Voice Over IP, in pratica le telefonate via Internet
  • E-Procurement, acquisti di forniture on line, in particolare con l’utilizzo di aste al ribasso interattive su Internet (la puntata di Report dedicata all’esperienza di Livorno)
  • Open Source, Software Libero. L’utilizzo di programmi gratuiti e liberi come OpenOffice e Firefox o sistemi operativi Linux (anche su questo Report ha dedicato una puntata sull’esperienza di Bolzano)

I due documenti (trashware e questo) li presenterò all’inizio del 2008, sottoponendoli a votazione. Intanto ve li faccio leggere! :)

Documento PDF Mozione sul Risparmio per la P.A. tramite le nuove tecnologie: Voip, e-procurement, Open Source

L’Italia e Beppe Grillo sul New York Times

repubblica.pngHo appena finito di leggere un articolo sul New York Times dedicato alla situazione italiana. C’è anche un video, dove si parla di Beppe Grillo e si analizza il nostro paese.

E’ un quadro impietoso, cattivo, duro. Lascia pochi spiragli. Ma ha una caratteristica: è in gran parte vero.

Dipinge un paese arrabbiato, deluso, invecchiato. Che non crede nelle istituzioni, come scrive Ilvo Diamanti sulla Repubblica prigioniera della sfiducia. Un paese che, nel suo complesso, non ha saputo rinnovarsi e si ritrova oggi a tentare una concorrenza impossibile sui prezzi con i cinesi. Dove gli investimenti interni non esistono e quelli esteri non arrivano. Dove le menti più brillanti guardano per lo più fuori dai confini nazionali.

E’ un articolo, lo so, completamente in contrapposizione con il mio precedente, dove orgogliosamente parlavo di ben due imolesi leader nel mondo dell’Open Source.

Ma due persone non fanno la totalità, semmai costituiscono l’eccezione. La nostra bell’Italia, se vuole rinascere, deve ritornare a credere nelle proprie potenzialità. Deve riuscire a vedere la concorrenza non solo come corsa al ribasso dei prezzi ma anche come ricerca e qualità. Non deve continuare a fare le pulci sui bilanci, guardare se viene acquistata una biro di troppo e poi non vedere che mancano le infrastrutture o gli investimenti. Gli italiani devono smettere di cercare la maniera più furba per fregare lo stato ladro, proteggere il proprio piccolo privilegio, pretendere di recitare sempre il ruolo del padroncino. Soffriamo di nanismo, le nostre imprese sono tante e minuscole. Gli autotrasportatori si lamentano? Non entro ora nelle motivazioni, ma come possono pretendere di tenere la concorrenza delle grandi imprese estere se da noi il 90% del settore è costituito da micro imprese individuali? Inoltre, come possono pensare di permettersi di bloccare un paese intero per difendere il proprio interesse? Non pensano che ci sono altri lavoratori come loro che devono spostarsi sulle autostrade bloccate, far benzina ai distributori vuoti, mangiare con le dispense senza merce? Ancora, senso civico inesistente.

Questi sono i comportamenti che fanno vedere come, in realtà, la volontà di cambiare in meglio sia piuttosto bassa. Perchè, come giustamente dice Beppe Severgnini, “noi italiani abbiamo come mai prima d’ora il nostro destino tra le mani“. E, aggiungo, speriamo di saperne far buon uso.

Imola porta Linux nel mondo

rossiarca.jpgDa una segnalazione via mail di sberla54, riprendo molto volentieri questo articolo scritto da Valerio Zanotti su due personaggi che da Imola hanno portato Linux e l’Open Source in giro per il mondo: Andrea Arcangeli, sviluppatore del kernel linux, e Andrea Rossi, country manager di Novell.

Da Imola alla conquista di Linux

La storia di due Andrea: Rossi e Arcangeli, i tra i principali esperti a livello mondiale dei sistemi open source. Il primo è un manager, il secondo una sviluppatore informatico.

[Leggi tutto...]