Ho scritto questo articolo su Imola Notizie, periodico del Comune di Imola che arriva a tutte le famiglie. Parlo delle politiche sull’innovazione del PD, di cosa è stato fatto e di cosa si sta facendo.
Buona lettura.
Viviamo in un mondo in grande fermento. I cambiamenti sono numerosi, in gran parte guidati dall’innovazione tecnologica. Un tema di tale rilevanza non può essere ignorato da chi è chiamato a decidere la strada da seguire in futuro, dalla politica in tutte le sue declinazioni, dal nazionale a scendere fino al livello locale.
Ma cosa vuol dire capire l’innovazione? Cosa significa saperla interpretare, leggere, governare? Cosa vuol dire vivere nel mondo dell’informazione?
E’ tutta una questione di priorità. Fino a pochi anni fa, nella società industriale, le risorse fondamentali erano il capitale ed il lavoro delle macchine, per sostenere la produzione manifatturiera. Ancora oggi queste attività sono pilastri dell’economia, ma occorre capire dove si sta andando. Lo sviluppo è verso una società post-industriale, dove le risorse fondamentali sono l’informazione ed il lavoro creativo, e la principale attività è la comunicazione. Per favorire questa crescita, fondamentali sono quelle “autostrade” dell’informazione costituite dagli accessi ad Internet in banda larga, capillari e che devono raggiungere il più vasto pubblico possibile. Occorre aiutare le aziende ed i cittadini, in particolar modo gli studenti, a soddisfare un bisogno sempre crescente di comunicazione, rompendo quelle che fino a pochi anni fa erano frontiere invalicabili. Per questo è importante fornire tutti i territori, frazioni comprese, della possibilità di Internet veloce: la sua mancanza rappresenta un forte vincolo, un limite alla stessa crescita economica e sociale dei luoghi. Al contempo, Internet deve essere attivato in maniera ancora più capillare nei luoghi chiave del sapere e della socializzazione di una città: Imola sta attivando un piano che porterà alla copertura di Internet senza fili diverse zone del centro, a partire dalla biblioteca (interrogazione Bondi-Laffi-Lanza-Lanzon del 16/4/2007).
Informatica e tecnologia hanno anche un altro grande pregio, oltre a facilitare l’accesso ad un’informazione libera e veloce: ci permettono di risparmiare. E’ facile partire da questo spunto per parlare di software libero, programmi scritti da comunità e gruppi di aziende liberamente distribuibili. Il più famoso di questi è Linux, ma altri diffusi esempi sono OpenOffice o Firefox. L’aspetto che si porta dietro questa comunità, oltre che economico, è anche culturale. Si basa sulla completa trasparenza, condivisione, collaborazione e diffusione della conoscenza. Il comune di Imola (O.d.G Bondi del 24/3/2005) utilizza in maniera sempre più diffusa questa tipologia di programmi, aiutando le associazioni, come ImoLug (www.imolug.org), impegnate nella diffusione di una nuova cultura informatica.
Il ritmo frenetico di crescita della tecnologia si porta dietro, però, anche un forte lato negativo: l’enorme quantitativo di rifiuti tecnologici prodotti per abitante, 14 chili l’anno, pone un grande problema di sostenibilità. Occorre interrogarsi su come smaltire e, in primo luogo, come ridurre la mole di tali rifiuti. E’ all’attenzione della giunta di Imola (O.d.G. Bondi-Laffi-Mazzanti-Campagnoli-Costa-Marocchi del 19/11/2007) la possibilità di distribuire gratuitamente ad enti ed associazioni i computer non più utilizzati negli uffici ma ancora adatti a svolgere funzioni di base come scrivere documenti, leggere e-mail e consultare Internet. Sensibilizzando anche aziende private a fare lo stesso.
L’innovazione è, davvero, una grande sfida economica e sociale e la politica, anche nella misura locale, non può sottrarsi dallo studiare vantaggi e problemi che questo processo può portare nel quotidiano di ognuno di noi.
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