Leggo un’intervista di Daniele Manca sul domani che appoggia la proposta di un gruppo unico dell’ulivo (tra ds e margherita) in consiglio comunale anche a Imola.
Effettivamente può essere un buon passo avanti per dimostrare che già ora sappiamo governare insieme e governare bene, senza squilibri nè da una nè dall’altra parte. Un buon slogan per il nascituro Partito Democratico.
I due congressi di quercia e margherita, infatti, hanno ormai segnato inequivocabilmente le fusioni, le correnti e, purtroppo, le scissioni. Persone e pensieri valorosi che mi dispiace decidano di allontanarsi. Ora, dopo aver parlato del se e perchè, ci si sta arrovellando sul come. Ovviamente qui ci sono tutti quelli che contano che vedono bene di sottolineare il proprio peso.
Questo partito deve, deve e deve riuscire ad allontanarsi un minimo (non pretendo troppo…) dalle logiche chiuse del potere concesso per grazia divina. Credo sia necessario un buon gruppo dirigente, ma un buon dirigente deve anche capire quando è il momento di lasciar andare qualcun altro. Le solite categorie (donne e giovani) hanno un’opportunità per farsi notare, farsi spazio. Non ci si deve illudere però che basti appartenere ad una di queste per valere. Bisogna avere idee, iniziativa, combattività e tenacia. Nessuno regala nulla. E chi va avanti deve meritarselo, altrimenti è la disfatta.
(per di più, appartenere alla seconda di queste categorie – giovani – non è una condizione permanente. Oddio, può non esserlo nemmeno la prima, ma questo è più raro…)