In un periodo di riflessione e azione dettato dalla tragedia di Rivoli, si continua a parlare di scuola.
Giovedì prossimo, 27 novembre, si terrà ad Imola un Consiglio Comunale tematico sulla Scuola, presso il Teatro dell’Osservanza. Si inizierà alle 17 per terminare presumibilmente intorno alle 20,30. Interverranno:
- Presidente e Vice del Consiglio Comunale
- Sindaco di Imola
- Dirigente Scolastico
- Insegnante
- Studente
- Genitore
- Gruppi Consiliari
- Assessore alla Scuola
Intanto riporto qui sotto il mio intervento pubblicato sul Sabato Sera di questa settimana. Mi raccomando, partecipate al Consiglio di giovedì e spargete l’invito!
Uno dei bisogni primari dello Stato Italiano è riorganizzare la propria spesa. Impiegarla al meglio, lottando contro sprechi e inefficienze e utilizzando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Quando si vuole risparmiare, la scelta è di ridurre le spese improduttive, come vengono evidentemente considerate quelle sostenute per la scuola, la formazione e la ricerca. Solamente tenendo a mente questo quadro si possono comprendere i tagli sulla scuola per 7,8 miliardi in tre anni decisi dal governo.
Durante le numerose manifestazioni, uno degli slogan più diffusi tra i ragazzi era “non pagheremo la vostra crisi”. Oggi lo Stato si sta proponendo come barelliere di una finanza ammalata, pronto soccorso di un mercato ferito. Certo, è fondamentale mettere in campo politiche che possano rispondere ai cambiamenti dell’economia mondiale. Per finanziare queste scelte, però, è miope aver valutato di poter trovare le risorse dall’istruzione.
La sfida della società di oggi si gioca in buona parte sul sapere, sulla conoscenza e sulla capacità di metterla in pratica. Sull’apprendimento per tutto l’arco della vita. Queste opportunità possono essere fornite solamente da una scuola di qualità, che accompagni la crescita e lo sviluppo del paese all’interno di un quadro europeo e mondiale in forte evoluzione.
Nell’interesse di un miglioramento della scuola, sono necessarie vere innovazioni. Poco contano le proposte del grembiulino o del voto in cifre. Sono provvedimenti che evocano la tradizione e la nostalgia come cura dei mali odierni. Se si vuole veramente fare dei passi avanti c’è bisogno di un impegno maggiore, con proposte più ricercate.
E’ necessario fornire la garanzia di una maggior diffusione del tempo pieno, oggi nel territorio imolese richiesto dal 60 percento delle famiglie. Occorre realizzare una scuola più seria e rigorosa, che con gli opportuni strumenti di valutazione premi il merito tra studenti ed insegnanti e sia in grado di fornire ai ragazzi gli strumenti e le competenze per affrontare il mondo del lavoro. Dobbiamo opporci all’idea di classi differenziate tra alunni italiani e stranieri, proponendo invece la scuola e la famiglia come canali di integrazione. L’università deve abbandonare la logica del nepotismo e lobbismo per attirare nuovi professori più giovani e ridurre i ricercatori precari, e occorre sostenere finanziariamente gli studenti che intendano trascorrere un periodo di studio in un altro paese europeo. E’ necessario premiare le università in base al merito, con criteri di valutazione condivisi tra atenei, Ministero e Regione.
L’Amministrazione comunale di Imola, pur in un momento di tagli alle risorse degli Enti Locali, ha intenzione di continuare il suo investimento sul sapere, per non fare passi indietro rispetto a quanto fin qui raggiunto. Apriremo il prossimo anno la nuova scuola media in Pedagna e stiamo progettando un nuovo asilo nido, che ridurrà ulteriormente le liste d’attesa e permetterà ad Imola di posizionarsi ai massimi livelli nazionali con una copertura di posti superiore al 40 percento dei bambini in età. Lavoreremo con le autonomie scolastiche per mantenere alta la qualità dell’offerta formativa per i ragazzi, in un nuovo patto tra famiglia, scuola e territorio.
Parlare di scuola è parlare del futuro del paese. Tagliarla significa tagliare le ali alla sua crescita. La caratteristica più inaccettabile di questi provvedimenti della destra è il furto di futuro di cui sono vittime i giovani, che come ci hanno potuto dimostrare sono ben documentati e non si piegano a strumentalizzazioni di parte. Proprio per questo è giusto che il Consiglio Comunale, massima istituzione cittadina, ascolti le voci di tutte le componenti della scuola, gli studenti e le loro famiglie, gli insegnanti, i dirigenti scolastici, per continuare a tenere alta l’attenzione ed il sostegno da parte della città nella battaglia per il loro ed il nostro avvenire.
Andrea Bondi
Assessore alla Scuola del Comune di Imola