Torno, per l’ennesima volta, a parlare di WiMax. Contro il regolamento predisposto dall’AgCom, in verità su alcune parti criticabile, è stato presentato un ricorso al Tar da parte della MGM Production Group, azienda in altri paesi detentrice di licenze per questa tecnologia.
Ora, non sto a ripetere qui la storia di cos’è il WiMax, già fatto da altre parti. Sottolineo solamente che potrebbe essere la tecnologia per segnare la vera svolta nel superamento dell’Internet Digital Divide, molto diffuso nel nsotro paese.
A sostegno del già citato ricorso al Tar pochi giorni fa si è posta anche l’associazione AltroConsumo. Il punto più criticato è l’apertura a società che già sono possessori di una licenza UMTS alla partecipazione anche per ottenere permessi sul WiMax. Il regolamento dice che solo 1 licenza su 3 è preferibilmente assegnata ad aziende che ancora non hanno licenze UMTS.
Credo anch’io decisamente troppo poco. Rischioso come modello per la scarsa concorrenza che ne deriva. Non possiamo lasciare questa tecnologia morire o crescere con troppe difficoltà perchè frenata da grosse aziende.
Gli scenari adesso sono due:
- il ricorso non ha successo, si va all’assegnazione delle licenze (circa gennaio) e si spera nella bontà di alcune aziende e nella validità delle minori che hanno vinto la gara
- il ricorso vince, cancellato il bando. Tempi più lunghi per la pubblicazione di un altro e la speranza (ma non certezza) di veder nascere in futuro un WiMax migliore e più libero
Oltre a questi due, un’altra possibilità della quale bisogna però valutare la percorribilità: un’azienda pubblica (o a maggioranza pubblica) partecipa al bando e, assegnataria di una licenza, si comporta da azienda pubblica, senza guardare solo al bilancio.
Ci sto già lavorando, per quello che posso fare. Vi terrò aggiornati.