Archivi categoria: Internet

Pensavi di essere seduto sopra a 200 Milioni di $

Ho letto che Digg, piattaforma per la cheap generic substitute viagra condivisione di link, è stato venduto per 500.000 $.

Ora, è chiaro che la cifra, di per sè, è di tutto rispetto. Ma se guardiamo agli ultimi movimenti, dalle acquisizioni miliardarie di Facebook (Instagram) o quelle di Google (innumerevoli) e le iniezioni milionarie di liquidità da parte di Venture Capital o simili nella più improvvisata delle startup, direi che è una valutazione notevolmente bassa. Solo nel 2006, si parlava dell’intenzione da parte della Grande G di acquisire Digg per la cifra di oltre 100 milioni, e oggi siamo a mezzo milione.

Il mondo dell’ICT è in enorme movimento. E questo movimento è pure molto rapido. Così ti può capitare che, discount viagra ad esempio, pensi di essere seduto su 200 milioni e invece vedi che hai poco più di mezzo milione.

Sono scherzi dell’economia (ah, oggi Facebook è quotato al Nasdaq 30.75$).

Carpe Diem

internet

La Lotta Costituzionale al Digital Divide (ovvero: nelle Frazioni di Imola è arrivato Internet!)

Visto che da qualunque parte ci si volti si legge quasi esclusivamente le cronache delle notti allegre del nostro presidente, almeno nell’unico piccolo spazio che posso governare in autonomia butto lì un tema diverso.

Importante ma decisamente lontano dall’agenda politica nazionale: la lotta al Digital Divide.

Dalla costituzione:

Art. 21 - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”

Proposta da parte del Prof. Stefano Rodotà:

Art. 21 bis - Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”

In molti hanno commentato questa proposta, di attualità nei giorni in cui l’opinione pubblica mondiale di divideva sul tema WikiLeak. Così, a prima vista mi sento però di condividerla. Mettere mano alla costituzione per aggiornarla con nuovi diritti: si può.

E…tadà! :) Grazie al gancio del Prof. Rodotà butto lì una cosa carina che abbiamo fatto a Imola come amministrazione: una nostra piccola battaglia al Digital Divide. Visto che le frazioni della nostra città erano ignorate da qualsiasi operatore di Internet Veloce per motivi commerciali (pochi abitanti e troppo sparsi) abbiamo lavorato insieme ad Acantho e Wistar per diffondere la banda larga tramite l’utilizzo della tecnologia wireless. E ci si sta riuscendo. Già oltre cento utenti si sono collegati e navigano a velocità elevata, chiaramente pagando un canone in linea con quello di un’Adsl normale. E non c’è paragone, se si conta che l’unica alternativa era il vecchio modem 56K.

Il Comune ci ha messo 10 mila euro e il ruolo di coordinatore, Acantho la fibra a canone ridotto, Wistar tutta la parte di commercializzazione. Una squadra che ha portato a coprire le zone di Zello, Fabbrica, Ponticelli, Spazzate Sassatelli, Sesto Imolese, Casola Canina, Pieve di Sant’Andrea e parte dei Tre Monti. Mancano alcune zone collinari (più difficili da raggiungere) ma il progetto si avvicina al 100%.

Certo, nulla in confronto agli 800 milioni di € che il governo ha tagliato dagli investimenti sulla banda larga. Ma una nostra piccola parte l’abbiamo fatta…

Ah, se qualcuno è interessato e abita in queste zone parli con Wistar (051.750101).

Qui sotto un po’ di rassegna stampa

Tecnologia e Conflittualità Sociale

scioperoibm.jpgTrovo molto interessante l’esperienza di sciopero virtuale dei lavoratori Ibm raccontata in un articolo di Repubblica.

Per dirla brevemente, i lavoratori si sono collegati tutti ad alcuni computer centrali, pur rimanendo fisicamente al lavoro. Questo ha bloccato la parte virtuale dell’azienda, mentre non ha avuto effetti sulla retribuzione dei dipendenti. Per i più tecnici, una sorta di DDos.

E’ chiaro che la tecnologia, cambiando profondamente il modo di lavorare, cambia anche il modo di manifestare il malessere dei lavoratori. Più libertà nel comunicare verso l’esterno anche critiche in maniera anonima, svelare problemi e falle di una ditta tramite un blog aperto nel maremagnum di Internet.

Lo trovo un vantaggio per chi lavora ed un giusto controllo per chi è a capo di grandi gruppi, che spesso usano il proprio forte potere per uccidere qualsiasi critica.

Sarà interessante vedere gli sviluppi dei prossimi anni, e se aziende e sindacati saranno in grado di leggere ed interpretare queste evoluzioni.

Il pubblico di Internet

televisione.JPGSecondo le ricerche fatte dalla Cbs il pubblico di Internet resta collegato su YouTube anche due ore consecutive, ma ama la varietà e la ricchezza dei contenuti, preferisce vedere molte clip di due minuti che seguire una intera puntata di un telefilm. “Per quello c’è la televisione, che funziona ancora ottimamente”.

Mi sento di sposare appieno la frase che conclude un articolo di Repubblica sul ruolo di Internet come intrattenimento video.

In questo campo le proposte si stanno moltiplicando, alcune hanno successo, altre meno. Sono comunque tutte nuove maniere per rispondere anche alla domanda di intrattenimento avanzata dai ragazzi. I quali hanno sempre meno voglia di seguire la televisione e si spostano sempre più su Internet.

Personalmente, preferisco vedere per qualche minuto quello che voglio e quando voglio piuttosto che seguire in tv un programma secondo il palinsesto che qualcunaltro ha deciso per me.

E’ davvero l’era dell’on-demand, e significa anche questo.

Il Signor e la Signora Noiosi fanno causa a Google

Questo servizio Street View di Google è effettivamente un po’ inquietante. Non temo per la mia “privacy”, però mi fa effetto poter girare per le strade di una città semplicemente con qualche clic del mouse.

Evidentemente, però, ad alcuni turba anche nell’intimo. Se poi ci aggiungi che di cognome fanno “Boring“, una coppia noiosa che porta google in tribunale non può non essere segnalata

Antibufala sulla Benzina

bufala.jpgUltimamente ho ricevuto via mail diverse copie di quella catena dove si parla di un fantomatico metodo infallibile per far calare il prezzo della benzina. Ha un’origine lontana, ma in questo ultimo anno, inserendo nel testo anche il nome di Beppe Grillo (che mai ha incoraggiato quest’iniziativa) ha avuto un nuovo successo.

Sostiene che, per avere la benzina a metà prezzo, la strada giusta è quella di boicottare alcune case produttrici. Non sto qui a ripetere l’inutilità di questa iniziativa, in quanto lo fa già Paolo Attivissimo nel suo ottimo servizio antibufala.

Il testo della lettera

Davvero, il modo migliore per spendere da subito meno in benzina, e pure inquinare meno, è girare con auto più piccole o, quando c’è il sole, tirare fuori la bicicletta.