Scontri in Piazza Navona

Scontri tra studenti in piazza Navona. Trovate il video su Repubblica.it e qui sotto.

Quelli con mazze, volti coperti, gambe di sedie, manganelli sono manifestanti di estrema destra, scesi in piazza per fermare con la violenza il corteo di ragazzi che voleva protestare.

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Gli studenti scendono in Piazza ad Imola

Vi ricordo, tra oggi e domani, due iniziative degli studenti in segno di protesta contro il Decreto Gelmini ed i tagli da 8 miliardi di euro alla scuola.

  • Mercoledì 29 alle 18 sotto l’orologio
  • Giovedì 30 alle 9 in piazzale Michelangelo poi il corteo che termina nella piazzetta dell’Ulivo

Il Sindaco ha manifestato la propria solidarietà agli studenti, così come una fetta del mondo imprenditoriale, politico e sindacale.

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Il Sindaco di Imola con gli Studenti

Qui sotto, la lettera che il Sindaco di Imola Daniele Manca ha rivolto a tutti gli studenti in appoggio delle manifestazioni che ad Imola organizzeranno, ovvero:

  • mercoledì 29 pomeriggio alle 18 sotto l’orologio i ragazzi spiegano alla città il Decreto Gelmini
  • giovedì 30 mattina dalle 8.30 manifestazione studentesca per le strade della città

Di seguito la lettera:

Di fronte ai cambiamenti che attraversano la società e l’economia, devono essere prioritari per tutti i paesi europei e per Imola gli investimenti sul sapere.

Alzare il livello culturale di una comunità è indispensabile per costruire la società della conoscenza e saper leggere i cambiamenti, non per alimentare timori e paure, ma per far leva su questi per costruire il futuro.
In questo quadro servono più opportunità formative e un sistema scolastico qualificato, contraddistinto da solide relazioni con le famiglie e con il territorio.

Sulla base di questi presupposti, ritengo inadeguato ed errato l’intervento proposto dal ministro Gelmini, che pare ispirato prima di tutto dalla scelta di tagliare risorse per la scuola pubblica, senza bilanciarla con una strategia riformatrice della stessa. Le radici di quel provvedimento sono dunque esigenze di contenimento di spesa, senza una visione condivisa sul futuro del sistema scolastico del paese.

Sono mancate del tutto le occasioni di confronto, con un errore di metodo che si aggiunge alle forti perplessità sul merito delle norme introdotte. Non si è insomma tenuto in alcun conto, da parte del Governo, il fatto che nel sistema scolastico italiano c’è un enorme patrimonio di esperienze, ci sono anni di lavoro  e di dedizione del personale docente, da valorizzare e da sostenere.

Si è costruita una proposta culturalmente povera, nella quale si è cercato di mascherare gli errori con misure superficiali – il voto in condotta, l’introduzione dell’insegnamento della nuova materia “Cittadinanza e Costituzione”, il ritorno al grembiulino -, non sbagliate in sé, ma che avrebbero dovuto essere inserite all’interno di una ristrutturazione del sistema scolastico.

Una scuola di qualità, non c’è alcun dubbio, deve poggiare su regole chiare, indispensabili. Su di esse, però, si deve innestare un più solido progetto educativo. In questo quadro la scuola pubblica, che non discrimina i ragazzi a seconda delle condizioni economiche dei nuclei familiari di provenienza, ma al contrario offre a tutti l’opportunità di un’istruzione di qualità e di percorsi formativi selettivi, mirati a far emergere le specificità e le doti di ogni studente, è per noi un valore irrinunciabile.

Questo grande obiettivo non si realizza con i tagli, riducendo il tempo scuola o alzando i parametri numerici di composizione delle singole classi, per poi risparmiare sugli insegnanti; così si ottiene solo una dequalificazione dell’istruzione pubblica e si spingono molte famiglie a cercare altrove, a volte anche fuori dai confini nazionali, migliori opportunità per i loro figli. La conseguenza è inevitabile: meno ricerca, meno competitività, meno possibilità per l’Italia di recitare un ruolo di primo piano nell’economia globale.

All’interno di un sistema scolastico pubblico, che garantisca universalità di accesso, a mio avviso si collocano anche le esperienze scolastiche paritarie. Le convenzioni in atto sono la prova, infatti, che si può costruire un modello d’istruzione di qualità, all’interno del quale sia assicurata alle famiglie la possibilità di scegliere il percorso di studi ottimale.

Ecco perché ritengo sbagliato il disegno del ministro Gelmini, inadeguato e di scarso profilo culturale, lontano dal cuore dell’Europa, dove l’Italia dovrebbe stare.

E particolarmente dannoso è l’indebolimento della scuola dell’obbligo, proprio quel segmento del sistema che ha prodotto, in questi anni, i risultati migliori, anche attraverso strumenti come i laboratori e il tempo pieno, ricchi di opportunità formative e creative nuove per i ragazzi e non solo servizi per le famiglie. Nell’autonomia scolastica la qualità raggiunta dimostra che più insegnanti arricchiscono l’offerta formativa, mentre il maestro unico risponde solo ad una esigenza di costi.

L’Amministrazione comunale di Imola, pur di fronte a scenari che inevitabilmente creeranno tensioni alla scuola pubblica, non rinuncerà al suo ruolo. Dobbiamo far leva sull’autonomia degli istituti scolastici per non arretrare, pur in una fase di contrazione delle risorse pubbliche, dalle posizioni di qualità raggiunte. La nostra città ritiene infatti prioritario l’investimento sul sapere.

Apriremo presto la nuova scuola media della Pedagna, stiamo progettando un nuovo asilo nido per ridurre le liste d’attesa e ampliare l’offerta dei servizi fino a superare la quota del 40% dei bambini inseriti nelle strutture per la prima infanzia.

Vogliamo vincere questa sfida per costruire un’altra visione di futuro, diversa da quella della destra, che punta sui tagli alla scuola pubblica per indebolirla. Non ci arrendiamo a questa logica. Lavoreremo insieme alle famiglie, al personale docente e non docente, ai dirigenti scolastici, alle articolazioni economiche e sociali (poiché la scuola è di tutti) per farci carico di questa sfida.

Per questo ho particolarmente apprezzato le motivazioni dell’iniziativa dei rappresentanti d’istituto delle scuole imolesi, che hanno deciso di dar vita a una “due giorni” alla quale parteciperò anch’io, nella convinzione che questo tema riguardi tutta la città. E’ importante che in questi giorni, in queste ore, tutte le componenti della scuola, gli insegnanti, gli studenti e le loro famiglie, il personale non docente, si battano contro ogni tentativo di indebolire la scuola pubblica. Sosteniamo questa lotta per salvare il futuro dei nostri figli.

Daniele Manca
Sindaco di Imola

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Siamo Tutti Parisiani

Sono d’accordo con tutti gli interventi di Arturo Parisi, molto critico sul Partito Democratico. Trovo nell’Arturo invece un vero leader capace di proposte concrete, come “partire dalla base” e “cercare legittimità”.

Mi rivolgo quindi direttamente a lui, proponendogli un’integrazione della sua linea:

  • stop con i fannulloni nel Partito Democratico. Riduzione dello stipendio del 30% per chi non attacca Veltroni per più di 3 giorni consecutivi senza certificato medico;
  • ancora stop con i fannulloni: predisporre dei tornelli all’ingresso delle correnti del Pd per evitare che chi ha scelto una corrente poi perda tempo in strada senza attaccare il segretario;
  • accorpamento delle scuole di formazione politica sotto ai 500 tesserati, veri o presunti che siano, e chiusura totale di quelle sotto ai 50;
  • classi differenziate tra ex Ds ed ex Margherita. Uno dei due potrebbe ritardare l’altro. Non ci interessa chi, tanto nella corrente di Parisi siamo veri ulivisti;
  • via i rifiuti dalla sede del Pd. E, se non ce ne sono, rovesciare tutti i cestini per terra, accusare il segretario di sciatteria e farsi fotografare con la ramazza in mano.

Ne avrei molte altre, ma mi fermo qui. Meglio presentarsi con un programma fattibile e credibile. In seguito potremo però predisporre altri punti fondamentali secondo i quali rifondare il Partito Democratico.

Caro Walter, se non seguirai questi punti me ne andrò.

O forse no.

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Ma che bell’Orticello

La festa di ieri pomeriggio al Mercato Ortofrutticolo di Imola è stata davvero entusiasmante. Colori, giochi, bambini, famiglie tutti insieme in festa per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

I genitori lavoravano insieme ai propri figli per costruire gli spaventapasseri, provare i gusti, acquistare frutta e verdura coltivata dai bambini, assaggiare qualche castagna o un pezzo di crostata. Il tempo ci ha aiutato, ma senza un programma intenso come quello organizzato sicuramente il successo sarebbe stato molto diverso. E’ stata un’immagine di quello che dovrebbe essere la scuola, un insieme giusto di gioco, didattica, lavoro di squadra tra genitori ed insegnanti, coinvolgimento della città.

Meritano un grande ringraziamento all’interno del Comune di Imola il personale del Settore Scuole che ha promosso e coordinato l’evento, il personale del Centro di Educazione Ambientale “Bosco della Frattona”, dell’Ufficio Agricoltura e del Servizio Verde Pubblico per la preziosa collaborazione e quanti hanno sostenuto e partecipato alla manifestazione di domenica. Tanto volontariato, tante famiglie che per passione si sono prestate ad una domenica sul filo tra lavoro e gioco.

Ma sono convinto che vedere tutti quei sorrisi stampati sui bambini divertiti sia stato il più grande ringraziamento che potevano ricevere.

All’anno prossimo! :)

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Qua si perde tutti

Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni!”

Queste le parole di Roberto Saviano. La replica di Maroni la trovo molto diversa. Io sto con Saviano, e mi auguro non diventi nè un eroe nè un martire. Solo possa non essere più un uomo solo.

Se ancora lo sarà, avremo perso tutti.

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Chiudiamo le frontiere. Anche a Scuola.

La Lega ha votato, ed approvato con i voti del Pdl, una mozione che introduce “classi d’inserimento” per gli alunni stranieri. La stessa prevede che l’iscrizione a scuola non sia possibile nel caso di un arrivo dopo il 31 dicembre di ogni anno.

E’ una misura raccapricciante, che vuole insegnare fin da bambini che la nazionalità diversa è una caratteristica che permette di emarginare, allontanare e deridere i propri coetanei. Un insegnamento che viene inculcato proprio nell’età dove invece si dovrebbe imparare l’integrazione e l’uguaglianza delle persone, a prescindere dalla razza o dalle caratteristiche fisiche. Lo stesso malato meccanismo che portava a costruire classi speciali per disabili, che già da anni non ci sono più in Italia ma sono ancora presenti in tanti paesi europei. Oggi gli alunni disabili, grazie ad insegnanti di affiancamento pagati da fondi comunali, frequentano la scuola come tutti i propri coetanei, senza emarginazioni per loro nè limitazioni nell’apprendimento per gli altri.

Visto l’alto livello raggiunto, perchè non dovremmo lavorare così anche per gli immigrati?

Nel nostro comune stiamo lavorando insieme alle scuole, utilizzando un accordo con gli istituti formalizzato tramite un “Protocollo d’accoglienza degli alunni stranieri“. Prevede, all’arrivo di un ragazzo, una commissione scuola-comune che valuti non solo il livello scolastico raggiunto nel paese d’origine, ma anche in quale scuola indirizzarlo, in base alla presenza nei vari istituti di molti altri alunni stranieri o di alunni con bisogni educativi speciali. Una valutazione che guarda diversi aspetti, interdisciplinari e multifattoriali. Dopo questa valutazione e l’inserimento in una classe, l’integrazione è sostenuta dall’intervento delle mediatrici culturali e da percorsi di alfabetizzazione che le scuole ed il comune mettono in atto, da quest’anno non solo in orario scolastico ma anche al di fuori di esso e durante il periodo estivo, per garantire il massimo della continuità nell’apprendimento della lingua, che non è solo comunicazione nell’ambito scolastico ma nel più ampio ambito sociale.

E’ tramite l’integrazione scolastica che un ragazzo ed una famiglia comincia a sentirsi parte della nuova comunità. Se l’inserimento scolastico viene rimandato o se vengono costruiti percorsi ad hoc come le classi ponte, la famiglia si sente e si vive come un corpo estraneo e come tale continuerà a pensare ed agire in futuro.

Spero davvero che questo governo cancelli un provvedimento discriminatorio e pericoloso come questo e venga invece a studiare dove si lavora per costruire una scuola che sia luogo di sapere e di integrazione, che vuol fornire il massimo della qualità per i ragazzi italiani e stranieri. Purtroppo, il primo atto strutturale è stato il taglio di 8 miliardi alla scuola, che peserà sulle spalle di ragazzi, famiglie ed insegnanti.

La scuola che vogliono è una scuola di bassa qualità e di divisioni sociali. Lavoriamo per difenderla.

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Nessuno Tv cambia nome

Trovo molto simpatici gli spezzoni di Saverio Raimondo sul cambiamento di nome di Nessuno.tv.

Qui sotto uno, altri li trovate sul sito di Claudio Caprara.

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Io non licenzio nessuno

Parlando del decreto legge Gelmini, sul quale il governo ha oggi imposto la fiducia, che principalmente impone tagli per 8 miliardi alla scuola, è sempre stato detto che quegli 87.400 insegnanti in meno non sono licenziamenti ma blocco del turn over. Nella scuola c’è necessità di razionalizzare ma questo eccessivo taglio mira ad abbassare la qualità dell’insegnamento.

Durante l’iniziativa di ieri sera a Imola con Mariangela Bastico un’insegnante precaria nel suo bell’intervento ha giustamente ricordato che si sta parlando dei soli docenti di ruolo.

I giovani precari a tempo determinato non sono contemplati.

Lo spiega il Ministro a tutti questi ragazzi, che rimarranno a casa senza lavoro nè prospettive, che i suoi non sono licenziamenti?

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Cosa si mangia a scuola?

Ad Imola, molti genitori scelgono per i propri figli di sfruttare il servizio di mensa scolastica. Precisamente 3.682 in tutto, per un totale di 548.500 pasti all’anno.

Un numero decisamente rilevante per un pubblico molto delicato: stiamo infatti parlando di scuole dell’infanzia e primarie, quindi bambini che devono nutrirsi correttamente ed allo stesso tempo sviluppare un rapporto sereno con il cibo. Proprio per questo la qualità della mensa è fondamentale, ed i menu sono studiati nei dettagli da cuochi, dietisti e medici. E’ stato quindi deciso di pubblicare tutti i menu per l’intero anno scolastico e distribuirlo ai ragazzi, oltre che via Internet, perchè i genitori sappiano ogni giorno cosa mangia il proprio figlio.

Inoltre, sempre per un maggiore e più approfondito controllo, in tutte le mense è sempre disponibile un tavolo per eventuali genitori che, senza preavviso, vogliano venire ad assaggiare il pranzo dei ragazzi e giudicarlo tramite un “modulo di gradimento delle pietanze”.

Il libretto è stato realizzato grazie al prezioso contributo di Legacoop Imola, della Banca di Credito Cooperativo della Romagna Occidentale e dei Supermercati Conad.

Scarica il libretto “Mangiamo a scuola – menù 2008/2009″

Rassegna Stampa:

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