Sulla credibilità di Internet

Ho letto con molto interesse l’indagine di Repubblica sulla credibilità dei vari mezzi d’informazione. Il tema ha richiamato la mia attenzione e mi ha stimolato qualche riflessione.

N.B. non sono un sociologo/politologo. Lascio le considerazioni “serie” ad Ilvo Diamanti e mi permetto di buttare giù quello che penso. Magari sono un mare di cavolate…

affidabilitainternet.jpgIl dato che più salta all’occhio è l’enorme diffusione della televisione rispetto a tutti gli altri canali: più di 9 persone su 10 la utilizzano quotidianamente per informarsi. E su questo non c’è nulla che tenga. Radio, giornali, Internet e satellite si possono spartire quel che rimane, le briciole. Notevolmente distaccati.

Un numero, però, non si può ignorare: quel 29,7. La percentuale di gente che si fida della tv. Decisamente pochini. Della televisione si fida quasi una persona su tre (nota: in termini assoluti si tratta sempre di un numero alto, avendo la tv, vi ricordo, il 94% del pubblico). E non è solo un mio vezzo quello di fidarmi di più di chi in televisione ci va nella giusta misura, ma un’opinione che ritrovo anche nei numeri.

Il numero che spicca, nella tabella a lato, è quanti si astengono sull’affidabilità di Internet. Molto banalmente si potrebbe dire “è un mezzo poco conosciuto, ovvio” oppure “è la novità, ancora da inquadrare”. E sarebbe tutto molto vero.

Un’altra motivazione, però, penso di poterla trovare anche nel livello medio di istruzione di chi naviga quotidianamente: si tratta di studenti, laureati, manager. Un pubblico, come si definisce, mediamente più colto degli altri canali. E per questo più diffidente. Quindi non incline a prendere posizione “a priori” ma a giudicare caso per caso, nell’opportunità approfondendo.

E questa è una delle grandi ricchezze di Internet. Se non ti soddisfa una cosa o rimani dubbioso, con radio, tv e giornali non hai una vera possibilità di sentire comodamente un’altra opinione, o ancora meglio studiare i fatti. Sei ostacolato nell’analisi, ti passa la voglia e quello che hai letto o ascoltato viene assimilato come verità. Su Internet, invece, puoi ricercare (divus Google :) ) in breve tempo qualcosa scritto da chi la pensa in maniera diversa, leggere i documenti come sono. Mi rendo conto che chi fa così in realtà sia solo una parte marginale, ma almeno ne hai la possibilità.

Cosa avreste risposto voi? Io, in quella tabella, probabilmente finirei nell’area grigia. “Ti fidi di Internet?” – “Dipende, mi astengo”. Mentre per gli altri mezzi ricadrei nella media (invertendo quotidiani e radio, ascolto quest’ultima in rare occasioni) la rete mi spinge a pormi delle domande, dovute anche alla vastità di autori che facilmente possono dire la loro sul web. Se io ora scrivessi “la Sony ha acquistato la Apple” alcuni andrebbero a vedere sui rispettivi siti qualche comunicato. Oppure se la notizia fosse riportata da qualche altro portale. Quale di queste cose sarebbe possibile sentita la notizia in macchina alla radio o letta su un giornale a bordo di un bus?

Rimane, e lo ripeto, la relativa giovinezza di Internet che giustifica le percentuali. Ma queste indagini non tengono conto delle fondamentali differenze del web rispetto agli altri media, prima tra tutte l’interattività.

Per carità, anche sul web esistono i pecoroni. E adesso andate a vedervi se è vero che la Microsoft è fallita;)

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