Sulla lettera Contro il Multisala di Imola
Sul corriere di oggi leggo interessato una lettera dal titolo “Alberi al posto del Centro Commerciale“. Facendo clic sull’immagine la potete leggere anche voi.
Come già qualche tempo fa ho avuto occasione di scrivere, tra le 10 priorità del Comune di Imola penso entri a pieno titolo il multisala. E, per non parlare a caso, sono andato a studiare la situazione cinematografica ad Imola. Il circondario Imolese, come facilmente si può intuire dalla cartina dell’osservatorio dello spettacolo, è zona scarseggiante di sale. Che non nascono a caso, ma in seguito a precise autorizzazioni ed accurati studi di mercato. Se ne avete tempo e voglia, più sotto vi ho inserito qualche interessante lettura istituzionale. Ma è una sensazione che molti cittadini provano senza doverlo imparare dai numeri.
Ritorniamo però sulla lettera: si cita la necessità di un palasport. Ora, posso essere d’accordo sulle opportunità che offrirebbe il palasport (anche se sarebbe un costo notevole, vedi l’esperienza faentina), ma qui si sta parlando di velocità del treno e bontà della cioccolata. Intendo: multisala e palazzetto sono due argomenti completamente differenti. A partire dal fatto che il multisala è iniziativa completamente privata, mentre un palazzo sarebbe da sviluppare quanto meno con un project financing (vedi piscina nuova), in quanto non sarebbe capace di generare autonomamente un utile da motivare l’investimento (se c’è un privato che mi vuol smentire e proporsi per una spesa al 100% o qualche gestore di strutture sportive che con queste si sta arricchendo, lo invito a scrivermi!). Si parla anche, in maniera poco piacevole, di possibili interessi economici privati di esponenti della giunta. Tangenti e via dicendo? Si faccia denuncia, altrimenti non è elegante (oltre che perseguibile) accusare senza elementi.
Ecco, sull’ultima parte si arriva all’elogio dell’immobilismo, dove non si parla di crescita sostenibile ma di eliminazione di qualsiasi tipo di spesa e sviluppo. Capiamoci: giusto due giorni fa parlavo di mutui e delle crescenti difficoltà economiche delle persone. Come in ogni cosa, però, capita che la strada giusta sia da trovare nel mezzo: un modello di sviluppo attento all’ambiente, capace di lasciare al futuro un posto migliore di quello trovato. Sbilanciarsi da un lato significa regressione, dall’altro disastro ambientale e sociale. Il filo sul quale si sta camminando è dunque davvero sottile, in maniera interessante e senza ripetere i nostri sbagli degli anni 60-80 sta crescendo la Spagna.
Farei poi notare che la nostra “cara giunta di centro sinistra” ha permesso ad Imola di crescere come una delle città con il rapporto verde-abitanti tra i più alti in Italia, numerose piste ciclabili e possibilità di mezzi alternativi alla macchina efficenti.
Queste due righe giusto per far capire qual’è la mia idea e perchè in consiglio comunale ho votato, dove necessario, gli atti inerenti al multisala. Non pretendo di avere la verità in tasca, ma motivare le mie decisioni (vedi anche bretella e piazza Matteotti), prese per cercare una risposta alle necessità di crescita sostenibile di una città.
Dati sulla Distribuzione degli Schermi in regione
Programma per l’insediamento degli esercizi cinematografici
Comunicato stampa per il piano sopra indicato

Questa cosa del telefono 3 con Skype per telefonare gratis…

… non mi ha MAI convinto. Se avessi avuto il tempo avrei fatto una piccola inchiesta, per fortuna c’è chi l’ha fatta al posto mio (leggete e diffondete).
Rimango dell’idea che la strada migliore per tagliare i costi di telefonia e messaggistica sia un investimento sull’internet mobile, che non può prescindere dall’investimento e sviluppo del wi-max.
In linea di massima, quando qualcuno promette e sottolinea che il piano tariffario che ti sta vendendo è davvero conveniente, è una fregatura. Come qualcuno disse, “a pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca”.





