BABABA Porta BABABA a BABABA Porta BABABA

differenze.gifOk, ieri sera, distrutto, mi sono messo sul divano a guardare il fantastico spettacolo di Benigni. E, lo ammetto, mi sono addormentato, piuttosto avanti comunque. Però ero stanco (davvero! :) ) e ho la giustificazione: il quinto canto l’avevo già visto all’Arena di Verona! Bellissimo.

Fatto sta, non è questo l’importante…

Verso l’1 e qualcosa (penso) sono stato svegliato da alcune urla che provenivano dalla tv. Era Porta a Porta. Andiamo bene… Ospiti da una parte La Russa e Bonaiuti, dall’altra Gentiloni e Angius. I 10 minuti che ho visto mi hanno rovinato il sonno. Chiedo a quelli di voi fortunati come me che hanno visto la puntata (altrimenti andate su RaiClick), di trovare le differenze tra i primi due e i due del video qui sotto!

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P.S. a questo link ci sono arrivato partendo da un consiglio di Ludovico. Grazie! :)

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Sciopero del Senso Civico

lavoratori.gifLo sciopero di oggi, sinceramente, mi sta dando un po’ sui nervi. Non perchè ne senta particolarmente le ricadute (oggi non mi muovo da Imola e qui abbiamo la fortuna che in bici o in macchina ci si muove tranquillamente) ma per il modo. Messo accanto allo sciopero (o chiamatelo come volete) dei tassisti romani di questi ultimi due giorni dipingono un quadro dell’Italia davvero desolante. Vogliamo aggiungere alcuni dettagli? Serrata dei farmacisti, sciopero degli avvocati, ed anche, in una certa maniera, la manifestazione degli studenti.

Tutti elementi che ci consegnano un’Italia dominata da due imperativi:

  1. pensa solo a te stesso
  2. per ottenere ciò che vuoi, fregatene di tutti gli altri

Triste. Molto. Il Senso Civico, quello già da tempo, lo abbiamo dimenticato in qualche armadio, rimasto bloccato forse in qualche cambio di stagione (o di governo) e da allora lì a prendere polvere. Ma non era mai stata così evidente la volontà di danneggiare il resto del paese. Da 25 anni non si vedeva uno sciopero in contemporanea di tutti i mezzi di trasporto: autobus, treni, navi, aerei, ognuno con una motivazione diversa, peraltro. Scene surreali nei giorni scorsi a Roma, dove i tassisti, che già oggi offrono un servizio indecente per una grande metropoli, hanno bloccato la circolazione con un’azione da assedio medievale. I farmacisti che minacciano di far pagare anche i farmaci mutuabili per bloccare le liberalizzazioni, perchè avevano fatto vedere che, sì… effettivamente… forse un po’ di sconto lo potevano fare, anche se non l’avevano mai fatto prima. E via di seguito.

Ecco, siamo arrivati al livello avanzato. Assimilato ormai come ovvio che le tasse sono, qualunque ed in qualsiasi misura, un furto da parte dello stato, oggi siamo alla più ferma e diffusa convinzione che, pur di guadagnare un euro in più devo essere disposto a dichiarare guerra al mio vicino. Poco importa che, prima o poi, mi troverò anche io dall’altra parte della barricata. Guerra è guerra, e sarà una battaglia costante.

I tassisti guadagnano poco? Gli autisti pure? I controllori hanno poche tutele? Non so. Forse però questo dà loro il diritto di impedire di lavorare, mettendosi tutti d’accordo, a chi già oggi è sotto un contratto precario, con 800 euro al mese, stenta a pagare l’affitto, rischiando il licenziamento perchè manca o ritarda? E tu, avvocato che dichiari 38 mila euro, hai il timore di perdere la forza della tua lobby se si riformano le professioni? Oppure, ancora, allo studente che non ha voglia di mettersi sui libri, credi di aver diritto alla promozione in ugual misura rispetto ai tuoi compagni che invece hanno lavorato per un anno scolastico intero?

Sono solo alcune delle domande che hanno purtroppo una risposta tangibile nelle azioni quotidiane. E sono i grandi ostacoli che bloccano la crescita del nostro sgangherato ma bellissimo paese.

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La Privacy su Internet

bucoserratura.jpgChi parla di tutela della privacy su Internet ha un comportamento analogo a chi chiede di non bagnarsi quando va a fare il bagno in mare.

Voglio dire, non puoi chiedere di non essere seguito, guardato, letto se apri un sito che parla di te, dove scrivi tutto quello che ti capita e che ti passa per la mente. Il diario segreto, se ben ricordo, era chiuso da un lucchetto e nascosto, lettura vietata ai genitori. Su Internet, se scrivi una riga firmandoti con nome e cognome – e spesso anche se non li metti – ti esponi agli sguardi, alla curiosità, al pettegolezzo e, anche, al giudizio di tutti. E’ come urlare in pubblico e lamentarsi se si commenta quello che hai detto. Ma l’hanno sentito tutti!

Per questo, leggendo l’articolo su downloadblog.it dove si parla un’indagine su Twitter di CSI, sono un po’ scettico quando si parla di privacy su Internet. Senza scomodare gli americani, nè purtroppo la fiction, abbiamo l’esempio del delitto di Perugia, dove quasi tutti i coinvolti avevano un loro profilo su un social network. Agli occhi di molti come fosse – in sè – una prova della colpevolezza. Per ritrarre l’assassino si è studiato in lungo e in largo un video su youtube dove faceva l’imbecille. Ma venghino siori, se gli investigatori ne hanno bisogno ho valanghe di link a video idioti! Sono per caso tutti assassini?

Poi, se le aziende dove andiamo a fare un colloquio, prima di assumerci danno un’occhiata con google se il nostro nome compare in qualche sito internet, non ci vedo nulla di inquietante. Se non vogliamo esserci, se vogliamo rimanere senza un’identità digitale, la strada è molto semplice: non buttarsi pubblicamente in qualsiasi network, sperando in una crescita di contatti tra un giorno e l’altro! Scusate, ma prima di assumere qualcuno un responsabile personale non ha sempre chiesto in giro informazioni? Nel mio mondo sì. E chi di voi non ha mai – oh, nemmeno una volta! – cercato su Internet l’amico, se stesso o la persona alla quale era interessata? Tira pur giù la mano, non ci credo…

Se vogliamo tutelare la nostra privacy, la strada c’è. I limiti sono da imporre a chi potrebbe scrivere di noi, ma è un’altra storia. Se scriviamo noi la nostra vita quotidiana e la rendiamo pubblica, non è violazione della privacy se poi qualcuno la legge. Ma la nostra chiara intenzione.

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Calendario 2008: Un Anno per Bukavu

I ragazzi del Polo Liceale di Imola, insieme all’Oratorio di San Giacomo, hanno realizzato anche per l’edizione 2008 il calendarioUn Anno per Bukavu“. Per quest’anno il tema sarà la storia della musica, richiamando l’arte, la solidarietà, la vita.

E’ proprio per la solidarietà che tanti giovani si sono impegnati per mesi nello studiare foto, luoghi, vestiti per coprire l’anno con degli scatti davvero artistici. Per permettere a 67 bambini congolesi di studiare, costruirsi il proprio futuro, frequentando regolarmente la scuola primaria.

Era ormai il 2001 quando la professoressa Sembianti ha lanciato l’idea: un progetto di adozione scolastica a distanza finanziato con un calendario. Quell’anno io ero in quarta, ed il tema scelto furono i film. Quattro bozzetti, tanti ragazzi, costumi improvvisati ed improbabili scenografie. Accompagnati dall’occhio artistico e amichevole, ancora vivo nel cuore, della professoressa Serantoni.

Quanta strada da allora!

La settima edizione di quello che, per chi ci ha avuto a che fare, è “Il Calendario” ha portato ancora più avanti un lavoro migliorato di anno in anno, pieno di foto delle quali i ragazzi non possono che andare orgogliosi.

Ogni anno sento che, dentro a questo calendario, c’è anche un po’ di me. Di quanto abbiamo fatto insieme, quinta C del 2003, di quella parte di noi che abbiamo lasciato dentro al Liceo.

Costa 5 €, è un piccolo gesto di solidarietà con il quale si può dare la speranza anche solo ad un piccolo gruppo di bambini congolesi di uscire dal fango della strada.

Se lo volete, scrivetemi, chiamate il Polo Liceale di Imola o l’Oratorio di San Giacomo.

Ed anche se non vi interessa, almeno sapete che ci sono tanti ragazzi che non passano il pomeriggio a filmarsi o chattare, giocare o picchiarsi, ma i giovani di oggi sanno anche portare avanti queste fantastiche idee. Magari non vanno in prima pagina sui giornali o nei titoli dei tg, ma mettono l’anima in ciò in cui credono.

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Sulla credibilità di Internet

Ho letto con molto interesse l’indagine di Repubblica sulla credibilità dei vari mezzi d’informazione. Il tema ha richiamato la mia attenzione e mi ha stimolato qualche riflessione.

N.B. non sono un sociologo/politologo. Lascio le considerazioni “serie” ad Ilvo Diamanti e mi permetto di buttare giù quello che penso. Magari sono un mare di cavolate…

affidabilitainternet.jpgIl dato che più salta all’occhio è l’enorme diffusione della televisione rispetto a tutti gli altri canali: più di 9 persone su 10 la utilizzano quotidianamente per informarsi. E su questo non c’è nulla che tenga. Radio, giornali, Internet e satellite si possono spartire quel che rimane, le briciole. Notevolmente distaccati.

Un numero, però, non si può ignorare: quel 29,7. La percentuale di gente che si fida della tv. Decisamente pochini. Della televisione si fida quasi una persona su tre (nota: in termini assoluti si tratta sempre di un numero alto, avendo la tv, vi ricordo, il 94% del pubblico). E non è solo un mio vezzo quello di fidarmi di più di chi in televisione ci va nella giusta misura, ma un’opinione che ritrovo anche nei numeri.

Il numero che spicca, nella tabella a lato, è quanti si astengono sull’affidabilità di Internet. Molto banalmente si potrebbe dire “è un mezzo poco conosciuto, ovvio” oppure “è la novità, ancora da inquadrare”. E sarebbe tutto molto vero.

Un’altra motivazione, però, penso di poterla trovare anche nel livello medio di istruzione di chi naviga quotidianamente: si tratta di studenti, laureati, manager. Un pubblico, come si definisce, mediamente più colto degli altri canali. E per questo più diffidente. Quindi non incline a prendere posizione “a priori” ma a giudicare caso per caso, nell’opportunità approfondendo.

E questa è una delle grandi ricchezze di Internet. Se non ti soddisfa una cosa o rimani dubbioso, con radio, tv e giornali non hai una vera possibilità di sentire comodamente un’altra opinione, o ancora meglio studiare i fatti. Sei ostacolato nell’analisi, ti passa la voglia e quello che hai letto o ascoltato viene assimilato come verità. Su Internet, invece, puoi ricercare (divus Google :) ) in breve tempo qualcosa scritto da chi la pensa in maniera diversa, leggere i documenti come sono. Mi rendo conto che chi fa così in realtà sia solo una parte marginale, ma almeno ne hai la possibilità.

Cosa avreste risposto voi? Io, in quella tabella, probabilmente finirei nell’area grigia. “Ti fidi di Internet?” – “Dipende, mi astengo”. Mentre per gli altri mezzi ricadrei nella media (invertendo quotidiani e radio, ascolto quest’ultima in rare occasioni) la rete mi spinge a pormi delle domande, dovute anche alla vastità di autori che facilmente possono dire la loro sul web. Se io ora scrivessi “la Sony ha acquistato la Apple” alcuni andrebbero a vedere sui rispettivi siti qualche comunicato. Oppure se la notizia fosse riportata da qualche altro portale. Quale di queste cose sarebbe possibile sentita la notizia in macchina alla radio o letta su un giornale a bordo di un bus?

Rimane, e lo ripeto, la relativa giovinezza di Internet che giustifica le percentuali. Ma queste indagini non tengono conto delle fondamentali differenze del web rispetto agli altri media, prima tra tutte l’interattività.

Per carità, anche sul web esistono i pecoroni. E adesso andate a vedervi se è vero che la Microsoft è fallita;)

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Per non farci mancare nulla

Ritorna la cronaca nera ad Imola.

Sono intervenuti anche i Ris di Parma. Quelli, per capirci, tanto amati dalla Littizzetto.

I titoli:

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Buone Notizie su Wireless ed Open Source dal bilancio di Imola

news-boy.pngIn Consiglio Comunale stiamo lavorando per definire il bilancio del Comune di Imola.

Sono tante le parti interessanti, avendo il tempo proverò ad approfondirne ognuno, facendo una sorta di “viaggio” nelle voci di bilancio.

Intanto, voglio solo sottolineare una piccola parte, la relazione sui sistemi informativi. Oltre ai tanti punti interessanti e molto web-oriented, vi segnalo questi due passaggi:

  • “Punto molto importante che il servizio intende sviluppare è l’adozione di strumenti opensource: dopo la fase sviluppata nel 2007 (e che ha portato all’adozione di un servizio postale e di groupware opensource, alla predisposizione di un primo prototipo di postazione linux con solo software opensource e alla prossima stesura di un documento di indirizzo sulla diffusione nell’ente di strumenti open), il 2008 sarà l’anno in cui nell’ente inizierà la diffusione di tali postazioni non sottoposte a costi di licensing e l’adozione di procedure che garantiscono un utilizzo indipendente dalla piattaforma di installazione. L’adozione di sistemi linux consentirà un risparmio sui costi di licenze software e un reinvestimento sulla formazione e sull’incremento delle professionalità interne.”
  • “realizzazione di progetti di connettività wireless (biblioteca, musei, frazioni….)”

Ora, vi ricorda qualcosa? No? Allora andate a fare click sui due pulsanti qui a lato Open Source a Imola e Internet Wireless a Imola ! :)

Ovviamente sto continuando a tenere alta l’attenzione e, specie sul wireless, a breve ci saranno delle novità.

Intanto però penso che un paio di soddisfazioni ce le siamo tolte!

Documento PDF La Relazione sul programma Sistemi Informativi del Bilancio di Imola

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Gamberi con cipolle, zuppa di gamberi, gamberi fritti in padella, con la pastella, a bagnomaria…

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Vari modi per utilizzare il nuovo logo del Partito Democratico.

Che, detto per inciso, a me piace.

Il gambero è un frutto del mare, te lo puoi fare sia arrosto, bollito, grigliato, al forno, saltato, c’è lo spiedino di gamberi, gamberi con cipolle, zuppa di gamberi, gamberi fritti in padella, con la pastella, a bagnomaria, gamberi con le patate, gamberi al limone, gamberi strapazzati, gamberi al pepe, minestra di gamberi, stufato di gamberi, gamberi all’insalata, gamberi e patatine, polpette di gamberi, tramezzini coi gamberi… e questo è tutto mi pare. (Bubba) [spiegando i mille usi del gambero]” da Forrest Gump

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La Bretella di Imola si Sblocca

evviva.jpgIl Consiglio di Stato, riunito ieri, ha deciso di accogliere il Ricorso presentato dal Comune di Imola contro la sentenza del Tar che aveva bloccato i lavori della Bretella.

Il passaggio chiave è questo:

Ritenuto che i motivi di appello lasciano prevedere un esito favorevole del gravame e tenuto conto dello stato di avanzamento dei lavori, nonché della comparazione degli interni coinvolti; [...]
Accoglie l’istanza cautelare (Ricorso numero: 8474/2007 ) e, per l’effetto, sospende l’efficacia della sentenza impugnata

Il primo risultato è che riprenderanno i lavori della bretella, per terminare nel più breve tempo possibile quest’opera fondamentale per Imola, circondario e territori limitrofi.

Ora, si attende la sentenza sul merito, che dovrebbe arrivare tra alcuni mesi. In queste righe, però, si legge che “i motivi di appello lasciano prevedere un esito favorevole del gravame”. Quindi, con ogni probabilità, la vicenda si risolverà a favore del Comune.

E allora, in tanti credo dovrebbero pensare di aver addossato colpe, o essersi presi ragione, forse un po’ troppo in fretta.

Documento PDF L’ordinanza del Consiglio di Stato

Documento PDF La dichiarazione dell’Assessore alle Opere Pubbliche Raffaella Salieri

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Banda Larga in Tutta l’Emilia Romagna, eliminiamo il Digital Divide

emiliaromagnabandalarga.pngOk. Si è parlato di Digital Divide. Si è detto tanto, analizzandolo in diversi aspetti. Finora si è anche, se vogliamo, scherzato troppo.

Adesso si fa sul serio. E’ stato firmato l’accordo tra Regione e Ministero per l’eliminazione, il superamento totale del Digital Divide a livello regionale (qualcosa anche su PubblicaAmministrazione.net).

Ci sono, sul banco, 20 milioni di euro in 2 anni.

Parliamo di Lepida, si parla di accesso alla banda larga da parte di Pubblica Amministrazione, cittadini ed imprese. Dove oggi non c’è. Come a Casalfiumanese, nell’appennino, nella vallata, in alcune zone della bassa.

Cittadini ed imprese.

Si tocca anche il wi-max (ovviamente un riferimento solo: “eventuale up-grade in soluzioni tecnologiche Wi-Max, successivamente all’introduzione di tale tecnologia nel nostro Paese”. Le problematiche del regolamento rimangono) ma se ne parla.

Il mio lavoro sul wireless ad Imola continuerà, tratto l’argomento sotto un punto di vista diverso e con finalità differenti.

Questo, però, è un gran passo avanti.

Documento PDF Il Testo dell’Accordo di Programma per lo Sviluppo della Banda Larga sul Territorio Appenninico della Regione Emilia-Romagna

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