Il diritto impossibile di Internet
Ancora una volta il legislatore cerca goffamente di regolarizzare qualcosa del quale non ha la piena padronanza. Nel consiglio dei ministri del 12 ottobre è stato diffuso un disegno di legge sull’editoria che potrebbe trasformare qualsiasi sito in prodotto editoriale, con tutti gli obblighi ed i costi relativi.
Per l’analisi, se vi interessa, vi rimando a repubblica.it, punto-informatico.it o civile.it.
Credo che verrà bloccato, come già più volte è stato fatto. Corretto, nelle sue macroscopiche falle. Rivisto, nella miopia che crede di poter delimitare i confini del web all’interno del nostro paese. Sta proprio qui il problema: non esiste un vero e proprio “diritto di Internet” ma solo una serie di codici riciclati ed adattati in maniera maldestra alla rete. Il Web, per definizione, non si può regolare come si è fatto finora: se una legge simile passasse, sarebbe infatti molto semplice prendere armi e bagagli “digitali” e trasferire tutto in un computer dall’altra parte del mondo.
Quindi? Il web deve essere anarchia?
Non ho le competenze per dire come si deve procedere. Di sicuro non ogni paese per la propria strada. Mi sembra che, in materia telematica, nemmeno chi dovrebbe esserlo sia così preparato.
14 Commenti a “Il diritto impossibile di Internet”
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ottobre 19th, 2007 alle 21:14
Strano che questa legge venga fuori proprio adesso, dopo il Vaffanculo Day…
ottobre 19th, 2007 alle 22:31
Forse è sempre parto della stessa mente geniale che voleva imporre ai provider un registro per ogni pagina di ogni sito web… apropo’, che fine ha fatto quella perla?
Inutile, tutto conferma ogni giorno di più la mia teoria della gara dei cretini: al mondo c’è tanta gente che ha voglia di vincere ’sta gara, talmente tanta, ma talmente tanta che devono continuamente riaprire le iscrizioni. E quando uno si piazza bene spunta subito qualcuno che è preso dall’invidia e cerca di passargli davanti.
La gara dei cretini. Io non trovo altra spiegazione.
ottobre 20th, 2007 alle 0:48
spero vivamente che una cosa di questo genere non sia approvata..questo significherebbe la fine della democrazia,ovvero,conficcare la spada sempre più a fondo.
è ora di dire basta a tutto questo..stiamo rasentando la follia pura..
ottobre 20th, 2007 alle 9:25
[...] Andrea Bondi [...]
ottobre 20th, 2007 alle 15:03
[...] Senza te mai The pollo web Camelotdestraideale.it C’è Walter Come as you are Andrea Bondi Allegri ragazzi tristi Montablog Delfins blog Lobotomia & wordpress Gödel Lobotomia [...]
ottobre 20th, 2007 alle 17:09
Piccolo aggiornamento (ma neanche così piccolo): dal ministro Gentiloni arrivano rassicurazioni che questo disegno di legge verrà fortemente modificato.
Come Volevasi Dimostrare…
ottobre 20th, 2007 alle 23:36
Un decreto di legge folle che parte da presupposti infondati e arriva a conclusioni deliranti.
Con tutti i problemi che abbiamo in Italia loro vanno a pensare ad internet che è una delle poche che funzionano veramente bene….
Sarà perché finora la politica ne è rimasta fuori?
Io quasi quasi penserei di sì, se mi è concesso.
ottobre 21st, 2007 alle 11:10
[...] Pagano Senza te mai The pollo web Camelotdestraideale.it C’è Walter Come as you are Andrea Bondi Allegri ragazzi tristi Montablog Delfins blog Lobotomia & wordpress Gödel Lobotomia & [...]
ottobre 21st, 2007 alle 15:18
[...] Andrea Bondi [...]
ottobre 21st, 2007 alle 15:49
Questa precisazione di Ricardo Franco Levi non mi rassicura per niente. Anzi, mi preoccupa ancor di più perché ci dà l’esatta misura della competenza di chi guida le nostre sorti.
Ricapitoliamo. Uno che non ha alcuna idea di quel su cui sta lavorando si inventa sta boiata del ROC: e già qui ci sarebbe da chiedersi come e perché un perfetto incompetente possa aver potere su cose che non conosce, e chi l’abbia messo lì, e perché, e per fare piacere a chi… Vabbè. Le risposte suppongo che ce le immaginiamo, poi però se qualcuno le dice viene accusato di qualunquismo.
Ma non è tutto qui. Perché i ministri, l’arghebio in questione (viva il dialetto che a volte ha parole perfette e intraducibili) l’approvano all’unanimità, o così perlomeno sta scritto sui giornali. Motivo? Non perché siano d’accordo, ma perché nessuno lo ha letto. L’allegra brigata va compatta sulla fiducia. Ottimo.
Poi però qualche cittadino comincia ad accorgersene, l’incazzatura sale, blog e siti partono alla carica e quando i navigatori sono a un passo dal prendere i forconi virtuali per scannare virtualmente il Nostro… magia: noi che protestiamo abbiamo tutti frainteso. Nessuno vuole imbavagliare nulla, per carità.
Traduzione “ad usum delphini”: per fortuna la cosa è venuta fuori e c’è stata la sollevazione che c’è stata. Sennò…
Domandine.
Se io pago le tasse non ho forse diritto a essere governata da uno che almeno sa quel che fa?
E se nessuno se ne fosse accorto, di questo arghebio?
E se uno del genere giocasse a fare il piccolo improvvisatore in una azienda privata, non gli si indicherebbe cortesemente l’uscita?
E che sorte toccherà, al nostro amico? Scommettiamo che continuerà a stare al suo posto senza fare un plissé?
Scusate ma sono lievemente… irritata, ecco, mettiamola così.
ottobre 21st, 2007 alle 17:22
[...] Andrea Bondi [...]
ottobre 25th, 2007 alle 10:07
[...] d’Italia hanno parlato del disegno di legge sull’editoria, del quale ho velocemente scritto qualcosa. Ne ha parlato anche slashdot (in ritardo, ieri mattina), boingboig (vabbè, seguendo Beppe Grillo) [...]
novembre 4th, 2007 alle 9:15
[...] / Senza te mai / The pollo web / Camelotdestraideale.it / C’è Walter / Come as you are / Andrea Bondi / Allegri ragazzi tristi / Montablog / Delfins blog / Lobotomia & wordpress / Gödel / [...]
aprile 19th, 2009 alle 21:01
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