A,B,C,D,V,PD-Day. Crolla il mondo!

lurlo-di-homer.jpgDavvero, non ne posso più. Quello che è un tipico vizio del nostro paese, di dover etichettare tutto in maniera simile e semplicistica mi sta dando sui nervi.

Così un paziente che inciampa in ospedale è malasanità come lo scambio di una tac, un raffreddore è incidente sul lavoro come cadere da un pontile. E tutto diventa ciò di cui parlano di più i giornali.

In questo periodo c’è un proliferare di azioni *-Day, chiamate così dagli organizzatori o dalla stampa. Abbiamo così il V-Day di Beppe Grillo, il PD-Day Democratico, il B-Day dei Bamboccioni (non del lato B ;) ) e così via.

C’è così bisogno di drammaticizzare tutto? Ogni data deve essere il punto del non ritorno, l’inizio del bombardamento, un momento drammatico? O lo fate solo perchè così riuscite a riciclare il motivetto di Grillo?

“al b-day, ci sei o non ci sei…” “al pd-day, ci sei o non ci sei…” “al v-day, ci sei o non ci sei…”

Basta, per favore…

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6 risposte a A,B,C,D,V,PD-Day. Crolla il mondo!

  1. beppe scrive:

    Premettendo che non condivido tutto quello che dice Grillo…pensi che dica cose davvero così sbagliate?

  2. fedro scrive:

    io non credo stesse criticando grillo…

    …per il resto, mi trovo praticamente d’accordo, tant’è che domani avrei scritto il tuo stesso identico post, probabilmente.

  3. beppe scrive:

    Se la critica era rivolta alla moda del momento…(vedi motivetto)…ce ne sono di molto peggio..dunque credo che il fastidio fosse nei confronti di Grillo. Effettivamente quando qualcuno critica i centri di potere o ne mette a nudo alcuni aspetti che devono rimanere nell’ombra, questi provano un certo senso di malessere e reagiscono come possono…posso capirlo!!!

  4. Andrea scrive:

    Non era una critica a Grillo, tant’è che ho citato anche il Partito Democratico o i Bamboccioni. Era una critica a questo modo di fare sensazionalistico, dove tutto è un ultimatum, che porta solamente ad una contrapposizione di muri e chiude senza appello qualsiasi confronto.
    Di grillo ho già parlato, non provo malessere nei suoi confronti. Lo ritengo un attore molto furbo ed un bravo commerciante, che ha fatto lievitare in maniera impressionante il costo dei suoi spettacoli cavalcando la moda del momento.
    Dice alcune cose giuste, alcune denunce opportune, altre molto superficiali. Parla di argomenti dei quali molto spesso non è del tutto competente (la tecnologia, ad esempio, e l’open source) e, accanto a proposte corrette, sventola enormi castronerie.
    In linea di massima mi piace ciò che mobilita la gente in un desiderio di cambiare, per questo ammiro, pur non condividendone nel fondo le idee, le persone che anche si sono mosse sabato scorso per la manifestazione di Alleanza Nazionale.
    Già mi piace di meno chi, politicamente, cerca di riciclare o farsi “padrino” di idee avanzate da altri.
    Alla fine ognuno segue la strada che crede, e chi decide e critica è sempre il cittadino con il proprio voto.

  5. beppe scrive:

    Conconcordo con Andrea, ma quando al cittadino: si impongono scelte pre-confezionate (attuale legge elettorale), si lava il cervello (attuali mass-media)e si nega ogni tipo di critica quotidiana appelandosi al fatto che la democrazia si risolve nel voto….c’è qualcosa che non va!!!! Pensi davvero che chi ottenga consensi in questo modo sia autorizzato a fare ciò che vuole?

  6. Galapagos scrive:

    come dice Ilvo Diamanti, siamo in un momento di iperpolitica italiana. C’e’ desiderio di rappresentanza, e per ottenerlo, per farsi sentire, tutti si sentono in dovere di strillare a piu’ non posso le loro idee.

    Spesso si ricorre alla demagogia del punto-di-non-ritorno (capirai, manco fosse veramente il D-Day).

    Il rischio e’ che alla richiesta di rappresentanza non seguano risultati. A quel punto avremo il distacco da delusione e, questa volta si’, antipolitica da rifiuto. Quella vera.

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