E’ scomparso sabato sera Enrico Gualandi, ex sindaco di Imola ed ex deputato locale. Attualmente era presidente dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Imola, oltre ad una serie di altre cariche.
I quotidiani questa mattina aprono ovviamente tutti con i ricordi da parte di un lungo elenco di cariche politiche ed istituzionali, durante Buongiorno Romagna questa mattina ho fatto collegamenti telefonici con Massimo Marchignoli (Sindaco di Imola) e Massimiliano Stagni (Segretario dei DS di Imola). Tutti hanno riportato alla mente gli insegnamenti di Enrico e quello che ha lasciato in eredità.
Ho avuto occasione più volte di sentirlo parlare, meno di parlargli direttamente. Ho però un’immagine sua fissa, un episodio che mi ha davvero scosso nel profondo. Se non sbaglio, durante la celebrazione del sessantesimo anniversario della liberazione di Imola, nel 14 aprile del 2005. Al PalaRuggi gremito presenti Massimo D’Alema, Massimo Marchignoli ed Enrico Gualandi. Un suo lungo ed appassionato intervento, spezzato ed interrotto più volte. Non saprò – e non voglio sapere – perchè si fermò così tante volte. Forse la fatica, forse l’emozione, i ricordi di quei giorni da partigiano quasi bambino, a 13 anni. Ma da quelle parole, da quegli sforzi, ho visto in faccia cosa vuol dire credere in quello che si sta dicendo e che si è fatto, cosa significa sperare che ciò per cui ci si è battuti e tanti hanno dato la vita non venga dimenticato e sorpassato, cosa vuol dire avere ancora una missione che, per chi è avanti negli anni, vuol dire insegnare ai più giovani.
Quella sera, durante le sue parole, sentii la spinta ad alzarmi in piedi per ascoltare. Come me, insieme, tutto il palazzo, quasi fosse una sola persona, si levò in piedi fino alla conclusione.
Non dimenticherò mai le tue tante lezioni.
Grazie Enrico.



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