Politica, casta, costi & c.

Un altro post in merito alla politica, i suoi costi, la gerontocrazia, le difficoltà. Più che qualcosa scritto da me, una serie di interventi illustri. A partire dall’intervista di Massimo d’Alema sul Corriere della Sera (in pdf) ed un post del sempre molto diretto Beppe Grillo sul suo blog (demagogia ma chiarezza nell’esprimere i concetti), molto interessante l’intervista ai due autori del libro “La Casta”, da vedere.

Qui sotto ho invece scelto di inserire l’intervento di Crozza a Ballarò. Non so quanto si sbagli nelle previsioni quando dice che se il partito democratico si proporrà di ridurre il numero di parlamentari ed il costo della politica riceverebbe un terzo dei voti. Anche su un altro blog ho trovato un’interessante raccolta di link sull’argomento.

La gente non è disinteressata alla politica. Anzi, molte persone sono impegnate, si documentano, studiano l’attualità. Sono sempre più frequenti discussioni politiche anche attorno ad un tavolino di ragazzi. E’ l’attuale sistema che non riesce ad intercettare questo bisogno di fare politica, una politica nuova.

P.S. Ora esco e vado a comprare il libro “La Casta“. Se ne parlo lo voglio fare sapendo cosa dico! :)

Separatore

Wi-Max libero – Uno scenario rivoluzionario per le Telecomunicazioni

internet-kids.jpgDunque, vediamo di affrontare questo argomento con due parole, qualche idea e soprattutto molti link di persone più competenti di me sul tema.

Il wi-max, detto in minimi termini, è una nuova tecnologia che permette di realizzare reti di telecomunicazione a banda larga (veloci) e senza fili (wireless) su un territorio vasto, circa 50 km di raggio. Tecnicamente, quindi, vista l’ampia copertura questa tecnologia potrebbe abbattere il digital divide (diffondere internet veloce anche in zone isolate dove ora non arriva per questioni di convenienza economica – articolo su Imola Notizie) ma, ancora di più, potrebbe rivoluzionare il nostro modo di intendere la comunicazione. Un semplice esempio? Un telefono skype senza fili, collegato ad una rete wi-max, ci permetterebbe di telefonare fin dall’altra parte del mondo con costi bassissimi. Oppure potremmo coprire con un’antenna intere aree urbane e fornire accesso ad alta velocità in maniera gratuita o altamente concorrenziale.

Giusto per rendere l’idea dell’importanza di questa innovazione.

Sul tema è tutt’ora aperto un dibattito in merito all’assegnazione delle frequenze (ogni segnale radio deve avere la sua frequenza, un po’ come fosse la rotaia assegnata). Sono ovviamente forti le pressioni di chi vorrebbe “tarpare le ali” a questa tecnologia (le attuali aziende di telecomunicazione) per paura di perdere i propri profitti.

Purtroppo il nostro paese, la nostra AgCom (Authority per le Comunicazioni) sta per varare un regolamento che va nella direzione della protezione degli interessi delle lobby. Un’analisi approfondita ma un po’ difficile da leggere si trova su Punto Informatico. Sempre su PI c’è una possibile proposta di come usare correttamente questo regolamento. In pratica dividere lo spettro disponibile (la torta) in 3 parti: servizio pubblico finalizzato al solo servizio universale entry-level, market-driven e open spectrum. Anche un articolo di Fulvio Sarzana analizza il problema in maniera competente ed obiettiva.

Qualcosa c’è che possiamo fare: con questa pagina non pretendo di avervi tolto qualsiasi dubbio (ma risponderò volentieri alle domande) solo segnalarvi l’iniziativa Wi-Max Libero e la petizione collegata. Io l’ho firmata, mi sembra una proposta condivisibile che non va contro l’interesse delle aziende ma tiene conto degli sviluppi che questa tecnologia può portare nella nostra società. Una piccola azione che non richiede nemmeno di uscire di casa, non costa neanche come un caffè. Indispensabile è, oggi, documentarsi, capire quest’importante novità e lottare perchè non venga “traformata in merda” (cit. Beppe Grillo) appena toccata dalle grandi aziende di comunicazione!

P.S. C’è chi è più tragico e scrive già una lettera d’addio al Wi-Max! ;)

Separatore